(Cerca nel profondo della tua coscienza, ma guarda attentamente,
lì nell’angolo più recondito troverai ciò che non ti aspetti di trovare)
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Fuochi lontani rischiarano la notte, giovani festanti ballano allegramente.
Covoni d’oro giallo circondano la festa e come un esercito assediante attendono la resa.
Tre uomini suonano per gli altri, sopra tavole inchiodate sorridono allegramente gustando il vino profumato.
Tacchi che battono il tempo, dita che scivolano sui tasti bianchi.
Quello all’organetto mi è famigliare, sorride agli altri e si diverte.
Più in là sudato con il grembiule sporco, seduto su una sedia sta l’oste fuori della porta.
Bestemmie e grida escono dalla sua bocca, contando dei soldi nervosamente che poi intasca mentre col fazzoletto bianco
asciuga le sue labbra sporche di sigaro e vino.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Dentro c’è lei bella come il sole con gli occhi pieni d’odio, moglie per forza di chi non voleva.
Amante e concubina di chi non può dire, gira tra i tavoli servendo e lasciando nell’aria profumo di sesso.
Cerca nervosamente con gli occhi colui che non arriva.
Ma…eccolo! Apparire dal nulla con la divisa stirata i baffi curati, occhi neri, spalle larghe.
Incurante della festa ma desideroso di
stringerla ancora, la guarda e la spoglia.
L’oste geloso rientra gridando e imprecando verso il cielo.
L’uomo con l’organetto intanto spegne la sua musica, la gente stanca torna verso casa, la festa è finita.
Domani si continua è tempo mietitura è tempo di andare.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Con l’organetto in una mano e la
giacca sulle spalle prende la via di casa.
Nel vicolo riconosce il suo sangue fermo nell’attesa di qualcosa,
I bottoni della divisa scintillano al chiarore della luna, il latrare di un cane spezza il silenzio della notte.
Con la mano gli fa cenno di andare, ma lui con aria scocciata lo caccia in malo modo.
Preoccupato perché ha capito ciò che altri non sanno si allontana scotendo la testa.
Tornato a casa si siede fuori dell’uscio attendendo il suo ritorno.
La luna allora forse per la vergogna si nasconde dietro una nuvola.
Solo nella silenziosa notte il cuore di un padre batte preoccupato.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Le ore scivolano via come l’acqua di un ruscello.
Il milite intanto con gli occhi soddisfatti.
Le labbra ancora bagnate dei suoi baci,
la camicia stropicciata, torna a casa attraversando il bosco solitario.
Fischia contento e con la mano si liscia i baffi neri e folti.
Ma! ecco dal nulla materializzarsi il male, nelle mani stringe qualcosa.
Urla di gelosia e anche se appesantito dal vino affronta il rivale.
I due si strattonano, volano brutte parole, spinte e calci.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Ad un tratto un boato rompe il silenzio la luna si tinge di rosso.
Ombre minacciose disegnano strani oggetti nel cielo.
Le stelle fuggono impaurite, l’uomo grasso si accascia a terra.
Tiene le mani sullo stomaco, da dove esce a fiotti rossi la sua vita.
Si contorce dal dolore, afferra il piede di chi fugge, che cade a sua volta.
Si rialza ma perde l’arma ancora calda nel fitto sottobosco.
Non curante corre! Corre! Corre! Il cuore batte a mille,
E come in un vecchio film fotogrammi sbiaditi affollano la sua mente sconvolta.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Lacrime amare bagnano le sue labbra, il terrore lo assale, lo scuote.
Finalmente a casa! Tutti hanno udito e affollano la strada.
Momenti concitati si susseguono, l’uomo con l’organetto caccia le donne in casa.
Raggruppa gli uomini e insieme il manipolo raggiunge il bosco.
È quasi l’alba, bisogna fare presto, si scava freneticamente.
Complici ignoranti occultano le prove appropriandosi del denaro sporco di sangue senza pensare, senza capire.
Il sole è ormai alto nel cielo, un mare di nebbia sale dalla vallata.
Gli uomini vanno nei campi, le donne iniziano i mestieri.
“Maledetto è colui che male fa insieme al suo sangue fino a che prole ci sarà”
Nulla è accaduto, nulla si deve sapere, ma la maledizione inizia la sua corsa.
Agisce nell’ombra senza fare rumore, senza curarsi di colpire innocenti.
Innocenti che non sanno, che non possono sapere, che non possono capire.
Nessuno tranne me la potrà fermare, anche se questo mi costerà caro.
Cercherò nel mare della verità l’isola misteriosa scavando sotto l’albero del coraggio.
Sicuro di trovare la soluzione a questo sogno che mi perseguita notte dopo notte.
Possa la semplicità della mia anima far tacere la voce che odo nelle mie orecchie.
Essa tuona come una tempesta estiva, ma nulla può perché io adesso so.
“Maledetto è colui che male fa e con lui il suo sangue fino a che prole ci sarà”.
-Pepito-
