“SCHIAVO DEL BUIO”

Il buio!
Soltanto il buio.
Ed in esso linee bianche parallele disegnano binari,
vie, strade ed autostrade infinite, dove arrancando vagano sperduti stanchi e sbiaditi ricordi lontani.
Distorsioni temporali, compongono volti immaginari e terrificanti
mentre, nel caos della mia anima, si combattono guerre senza fine.
Corde…Corde intrecciate inestricabili legano la mia volontà fragile.
Accenni di vita stracciate, si compongono come in un gioco senza senso.
Avverto d’un tratto l’odore acre della morte penetrarmi nelle narici.
Rumori, rumori sinistri mi accapponano la pelle sudata, torpore, abbandono, resa, capitolazione.
Mi divincolo, cerco con le mani un appiglio…Nulla!
Cado! Cado a terra il freddo è padrone di me.
Carponi raggiungo l’angolo.
Già…l’angolo e poi?
Da troppo tempo sono all’angolo.
Mi rialzo! Voglio fuggire da qui ma…
Mi spingono, strattonano, ingiuriano.
Voci stridule intonano nenie infantili!
Basta!
Ora basta!
Porto istintivamente le mani alle orecchie,
“Dio! Perchè Io perché proprio io?”
Silenzio, vorrei vomitare ma…passi,
passi lenti poi più svelti, sempre più svelti!
Luce! Mi acceca, mi abbaglia, qualcuno grida…
Poi di nuovo il buio, ma questa volta, non tanto buio da non afferrarlo.
Lo prendo lo guardo e lui beffardo sogghigna, sa che ha vinto ancora,
cerco nervosamente di cancellare la mia faccia riflessa nel vetro...
la mia faccia...sono io quello? si...sono io quello!
Vorrei gettarlo ma…no! Non posso.
Allora lo riempio, svuotando me…me che ormai sono nulla.
E come un fantoccio legato a fili invisibili, vivo questa esistenza effimera, oramai vuota, inutile.
Schiavo!
Si schiavo di un bicchiere pieno e di quello che contiene.
Il buio!

-Pepito-