
“NANI E GIGANTI”
Passavo e ripassavo in quella via tentando ogni volta di scalare “er montarozzo”, altissima montagna di terra riportata, ambita meta di ogni bimbo sognatore.
Ma voce di mamma, voce preoccupata diceva: ”andiamo è tardi e mi tirava via”.
Con occhi sconsolati guardando l’inviolata vetta tra me dicevo: ”domani sarai mia!”
Svegliandomi al mattino ero sicuro, che quello sarebbe stato il giorno dell’ascesa, avrei piantato la bandiera sulla cima e fiero del traguardo avrei urlato a tutto il mondo: ”son cresciuto!”
Adesso che son grande, sposato con tre figli, ci passo qualche volta in quella via.
“er montarozzo” è ancora lì, e io scalandolo con quattro passi, sorrido di lassù pensando a quante cose ci sembravano giganti da fanciulli e poi crescendo diventano dei nani prendendo le giuste proporzioni.
Per contro molte cose che sembravano dei nani assumono poi la forma dei giganti, e quello che prima sembrava non sfiorarci ci schiaccia rendendo la salita assai più irta.
Perciò credete a me scalate “er montarozzo” piantate la bandiera e se la vetta a volte diventa irraggiungibile, guardate sempre avanti gridando a voce alta: ”a me non mettono paura sti giganti”.
-Pepito-
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