“NANI E GIGANTI”

Passavo e ripassavo in quella via tentando ogni volta di scalare
“er montarozzo”,
altissima montagna di terra riportata,
ambita meta di ogni bimbo sognatore.
Ma voce di mamma, voce preoccupata diceva:
”andiamo è tardi e mi tirava via”.
Con occhi sconsolati guardando l’inviolata vetta tra me dicevo:
”domani sarai mia!”
Svegliandomi al mattino ero sicuro,
che quello sarebbe stato il giorno dell’ascesa,
avrei piantato la bandiera sulla cima e fiero del traguardo avrei urlato a tutto il mondo:
”son cresciuto!”
Adesso che son grande,
sposato con tre figli,
ci passo qualche volta in quella via.
“er montarozzo”
è ancora lì, e io scalandolo con quattro passi,
sorrido di lassù pensando a quante cose ci sembravano giganti da fanciulli e poi crescendo
diventano dei nani prendendo le giuste proporzioni.
Per contro molte cose che sembravano dei nani
assumono poi la forma dei giganti,
e quello che prima sembrava non sfiorarci ci schiaccia rendendo la salita assai più irta.
Perciò credete a me scalate
“er montarozzo”
piantate la bandiera e se la vetta a volte diventa irraggiungibile,
guardate sempre avanti gridando a voce alta:
”a me non mettono paura sti giganti”.

-Pepito-