
“L’INGANNO”
Perché la musica nella mia testa smetta,
bisogna che l’orchestra cessi di suonare.
“Dammi le mani!” diceva “dammi le mani!”
La voce suadente, i modi gentili facevano di “lei” il paradiso.
Stupido! Non sono altro che uno stupido!
Ho teso le mani e quello che ero, ora non sono più.
Sincere sembravano le sue promesse,
come acqua limpida che sgorga da una sorgente.
Ho bevuto dissetandomi senza riflettere,
facendo di “lei” pane quotidiano.
Mi trascino come uno storpio caduto dalla sedia.
Appena tento di rialzarmi “lei” si ripresenta.
Ed io come un burattino senza fili cado di nuovo.
Basta! Basta! Basta! Basta! Basta...
Segni inequivocabili disegnano il mio corpo.
Il mio corpo... il suo corpo!
Un corpo logoro, segnato, svuotato.
Avessi capito prima!
“Basta! Domani smetto”, domani…si domani.
Certo, domani, ieri, oggi, il tempo ormai
per me relativo, inutile, ingombrante
passa tra un buco e l’altro.
Oblio, dimenticanza, abbandono, buio,
oscurità, silenzio, dolore, vomito!
Sto male, cedo…capitolo, mi arrendo,
ed è di nuovo… inganno, inganno in un buco.
Perché la musica nella mia testa smetta,
bisogna che l’orchestra cessi di suonare.
-Pepito-

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