
"IL MALE OSCURO"
Nella valle dei laghi il seme del male si è posato sull’albero del pane,
nasce così una pianta i cui frutti non sono buoni neanche come concime.
Da allora molte donne hanno pianto dato che tutto al suo passaggio si imbastardiva.
Qualcuno grida: “Il vento che soffiava da nord lo ha portato!”
Con lui sono nati figli deformi, mamme fragili, menti malate, guerre e patimenti.
Ma l’uomo che gridava nel vento lo imprigionava portandolo via dalla valle,
attirando a se l’ira del drago maligno, “Povero il suo orto perché non ha prodotto,
povera la sua mente perché non ha più senno.”
Le grida dei bambini morti, fanno da coro al pianto delle donne,
uomini feriti passano al suo cospetto ma nessuno li può aiutare.
Giovani martiri penzolano dalle forche,
e altri dalle divise nere li guardano compiaciuti.
Le vesti dell’uomo con la croce si tingono di sangue,
il vino ed il pane consacrato marciscono sotto gli occhi dei fedeli.
L’uomo col cappello dalla fiamma d’oro spara senza capire,
spezzando una vita senza colpe, mani omicide lo frugano appropriandosi dell’oro.
Schiere di angeli neri coprono il cielo con le loro ali.
Poi la calma, il cielo torna azzurro e nella valle cessa di colpo la bufera.
Il seme rimane lontano,
vive solo nella mente dell’uomo che gridava nel vento.
Ma…colui venuto dall’isola senza saperlo lo riporta indietro,
allora le sue ossa scricchiolano sotto il peso della maledizione,
il male si impadronisce del suo scheletro, ma nulla può con la sua mente.
Allora il maligno lo curva perché non possa mai guardarlo negli occhi e combatterlo.
Il seme oramai sta per rimettere le radici,
ed i suoi effetti presto si faranno sentire.
Tremo al pensiero di ciò che può accadere e dico con tono altisonante,
“Donna! Guardati dal lupo vestito d’agnello,”
Il sangue che scorre in quei luoghi è maledetto,
pochi lo sanno o fanno finta di non saperlo, perché sono vigliacchi
e non hanno il coraggio di affrontare il male,
chi lo ha fatto ha perduto il senno e vaga ramingo nelle lande sperdute dell’oblio.
So che ora tocca a me!
Cerco di vincere l’angoscia che mi tormenta, ma poche sono le armi a mia disposizione
e fragili le mura del mio castello.
Aspetto rinforzi da ovest che forse non arriveranno mai.
-Pepito-
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