"L'ATTESA"

Scura la stanza
Piccoli fori luminosi penetrano dalla serranda
Li conto!
Sono centoventitrè.
Fisso l’angolo
Linee verticali ed orizzontali convergono
Il vertice.
D’un tratto un rumore
La mente torna a me.
Se non avessi urlato!
Se non avessi perso la calma!
Tornare indietro
Riavvolgere il nastro
Tagliare, correggere
Ormai più non posso.
Silenzio torpore
Mi giro
Rumore di zanzara
Fa caldo!
Sento il suo respiro dietro me
La tocco
Si gira
Mi abbraccia.
Sonno prendimi!
Chiudo gli occhi ma subito li riapro.
Fa caldo!
Tanto caldo! Un’auto in strada passa veloce
Poi l’ascensore
Conto i piani
Sono cinque
Dei passi la chiave che gira
La porta si apre è lui è tornato
Dio ti ringrazio!
Sorrido mi calmo
Il cuore rallenta.
Passi verso di me, fingo di dormire
Mi bacia e mormora “scusa”
Rispondo “anche tu”
Mi addormento.

-Pepito-